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Titolo | Fotomenologia
Autore | Michele Salvatore
ISBN | 9788891159564
Prima edizione digitale: 2014
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Indice:
Prefazione
Parte I: La Verità
I. Il Problema della Verità
II. La Verità Oggettiva
III. La Verità Soggettiva
IV. Il Bluff ed il Pericolo della Verità Relativa
V. L'origine della Verità
Parte II: L’Essere
VI. La Verità “Inventata”
VII. Demiurgo
VIII. Consapevolezza
IX. Consapevolezza, Unico Criterio di Verità
X. Il “Come” della Verità
XI. Bussando alle Porte dell'Essere
XII. La Soluzione al Problema della Verità
Prefazione
Poco dopo aver terminato la facoltà di filosofia all’ Università Statale di Milano, mi sono per caso ritrovato a lavorare a Londra con Mario Testino, uno dei fotografi più affermati e famosi del pianeta.
Avendo all’Università sperimentato di persona la triste ed evidente inutilità pratica della filosofia, non più in grado, come in passato, di suscitare interesse né di mutare alcunché, improvvisamente mi sono ritrovato proprio al centro di un mondo che invece era molto popolare e in Vogue, capace, sì, di influire ed indirizzare praticamente la vita di milioni di persone: la fotografia di moda.
In maniera del tutto spontanea, forse per la brutalità del contrasto tra filosofia e fotografia di moda, o nella speranza che la filosofia potesse rivivere una simile diffusione, ho cominciato a pensare alla filosofia in termini fotografici.
Da qui la parola Fotomenologia, singolare ed inedita, che scandisce e richiama il rapporto tra fotografia e verità.
Tutti noi, da piccoli, viviamo nell’ “Essere” senza alcun filtro, estatici, innocenti, in uno stato di stupore, come rapiti dalle infinite possibilità della vita e dalla luminosità del momento.
Crescendo siamo tutti costretti a sceglierci determinate verità, da quelle piccole e quotidiane a quelle più importanti e condivise; il bambino si fa uomo e gli occhi, una volta così belli, lentamente si colmano delle verità scelte, si appesantiscono e si dimenticano dell’incanto dell’Essere.
Non lo vedono più.
La fotomenologia che segue è il sentiero di ritorno.
Eliminando la Verità dall'equazione visiva delle fotografie ecco che, da lontano, con potenza, si fa scorgere la misteriosa presenza di ciò che già è presente: l' Essere.
Parte I: La Verità
I. Il Problema della Verità.
Il problema della verità non è un problema filosofico, astratto o teorico.
Al contrario, è un problema soprattutto pratico, che riguarda situazioni concrete in cui siamo direttamente coinvolti.
Ogni azione pratica dell’uomo ha, infatti, alla base una valutazione di verità, quindi un atto concettuale.
Se io, per esempio, vedo la mia ragazza che parla affabilmente con un altro ragazzo
e la cosa non mi va per niente bene, ecco che agisco in base alla mia verità e la porto via
Ciò che ritengo vero, nel fatto specifico ritengo vero che la mia ragazza si sta comportando male, guida la mia azione pratica, cioè che la porto via.
Se io, passando ad un esempio più serio, sono convinto che i neri siano “esseri inferiori”, quindi in questa fotografia
(Nelson Mandela giovane)
vedo un essere inferiore, e questa è la mia verità, tanto mi basta per rinchiudere Nelson Mandela in galera per tantissimi anni,
cioè per fare un’azione molto pesante in base alla mia verità mentale.
Un'altra immagine non fotografica, ma straordinariamente efficace nel capire quanto la valutazione di verità sia devastante nella sua immediata e assurda concretezza, viene dell’intuito poetico del grande Fabrizio De Andrè nella canzone “La guerra di Piero”.
Cosi scrive e canta De Andrè, evocativo e formidabile, come suo solito:
e mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
Il Piero di De Andrè vede un uomo in fondo alla valle, proprio identico a lui. Potrebbe essere suo fratello e in una circostanza diversa, senza divise, dopo l’inferno di un inverno battagliero, potrebbe senz’altro abbracciarlo. Avevo il suo stesso identico umore ma...
ma la divisa di un altro colore.
Per questo colore, solo per il colore, è costretto a sparare
sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
Piero, però, non fa in tempo a sparare per primo e soccombe
cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
e quindi muore, in un bel giorno di primavera, circondato da papaveri rossi, per una...