La Gioconda il suo segreto. Omnia vincit amor
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La Gioconda il suo segreto. Omnia vincit amor

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La Gioconda il suo segreto. Omnia vincit amor

Informazioni su questo libro


La Gioconda l'ultimo dipinto di Leonardo da Vinci esposto al museo del Louvre è in assoluto il più affascinante e misterioso ritratto.
Come può sembrare che ti osservi?
Com'è riuscito a realizzarlo?
Chi è, e quali segreti tramanda?
Come mai Leonardo la tenuto segreto per tutta la sua vita?
Sono queste le domande che mi sono posto e in questo libro racconto il mio personale viaggio osservando ogni suo piccolo particolare.
Trovando le risposte e arrivando ben oltre le mie aspettative.

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Informazioni

Anno
2017
eBook ISBN
9788892622920
Argomento
Arte

Il suo segreto

Quando ho incontrato Leonardo. E come l’ho ritrovato.
Di mestiere, posso dire, con Leonardo da Vinci, condivido almeno la passione per la conduzione dell’acqua e per il suo addomesticamento.
Sono notissime le invenzioni del genio di Vinci in campo idraulico, appunto, soprattutto a beneficio della città che lo aveva adottato, e che è anche la mia città, Milano. Lui aveva messo a punto uno studio sviluppatissimo, in parte realizzato, per la rete cittadina dei Navigli milanesi, io mi vanto (il mio unico, vero vanto professionale) di avere messo a punto e realizzato il sistema idraulico di una delle più imponenti, recenti opere dell’uomo in città: la torre Isozaki nel complesso di City Life.
In qualche modo, con molta umiltà, il mio traguardo professionale mi rende più vicino al mio modello storico di riferimento: Leonardo da Vinci, fra gli altri suoi infiniti mestieri eccellentissimi, ingegnere idraulico.
C’è poi un altro dato che ci accomuna, sempre con rispetto parlando si intende mi definisco un umile curioso, e anche un attento osservatore. Anch’io, come Leonardo spesso asseriva, “so di non essere letterato”.
Leonardo, “il genio universale”. La mia attrazione per lui è cominciata sin da ragazzo, dopo avere seguito con vero e proprio rapimento la serie televisiva trasmessa dalla RAI di allora, per la regia di Renato Castellani, con Philippe Leroy nel ruolo del protagonista, che aveva interpretato Leonardo da Vinci e la sua vita.
Allora cominciai a leggere tutto ciò che riguardava il grande vinciano, rimanendo affascinato in modo particolare dalla maniera meticolosa e infallibile delle sue ricerche, dei sui meticolosi disegni su ogni genere di fenomeno: dall’anatomia umana ai segreti del volo, quest’ultimo indagato sia rispetto alle tecniche ad ali battenti che ad ala fissa, anticipando così di secoli le scoperte scientifiche successive sulla portanza alare e molto altro.
Ingenuamente non capivo perché Leonardo da Vinci non avesse concretizzato in macchine funzionanti ed effettive tutte le idee strabilianti manifestate nei suoi disegni minuziosi. Da ragazzo, però, non ti viene di pensare che ti potrebbe mancare il tempo per realizzare tutto ciò che desideri. E’ qualcosa di cui ci si rende conto, comunque, appena un attimo dopo trascorsa la giovinezza, quando in un batter di ciglia ci si accorge di avere qualche capello bianco.
Nel mio caso, quel momento è arrivato poco tempo fa poco tempo dopo la giovinezza, che pareva eterna.
Il momento di aprire il cassetto dei sogni e guardarci dentro, per cavarne sogni e tramutarli in realtà.
Il momento di riprendere gli studi lasciati in sospeso anni prima, in particolare sul capolavoro pittorico di Leonardo, La Gioconda, ma da un punto di vista e di analisi nuovo, che solo la maturità può offrire, facendo leva sulla forza dell’entusiasmo giovanile. Quel dipinto non è un semplice ritratto, benché perfetto sotto il profilo artistico. E’ stata questa la sensazione che mi dava, ora che lo riguardavo, che tornavo a contemplarlo con occhi più stanchi, si, ma più attenti e più esperti. Conoscendo e ammirando la mente indagatrice del Maestro, il quadro non poteva essere un semplice dipinto. Ma un codice, scientifico, spirituale, profetico.
Molti si sono cimentati in molte interpretazioni e decrittazioni delle opere di Leonardo, soprattutto negli ultimi anni, dopo i successi letterari di Dan Brown.
Ma io non sto parlando di fiction, né inseguo immaginazioni fantastiche e fuorvianti. Mi sono calato in un’ispezione precisa, millimetrica, quasi maniacale del dipinto. Ho reperito indizi che ho sottoposto a prove e controprove. Sono in grado di sostenere che tutto quanto da me rinvenuto, tra le infinite pieghe e crepe dell’opera, è il frutto di un accurato esame, di un’attenta revisione, suffragata anche da deduzioni che non sono solo mie, ma che trovano un puntuale riscontro nelle mie conclusioni, in molti casi più approfondite delle congetture da cui sono partite le indagini.
Il viaggio con Leonardo e con la sua Gioconda, che egli portò con sé in giro per l’Italia, e dall’Italia alla Francia, dove l’opera restò per sempre, è cominciato nell’estate del 2008, quando con mia figlia e mia madre andammo a visitare il Castello Sforzesco di Milano.
La visita si protrasse per diverse ore, tra una moltitudine di stanze adorne di arazzi, dipinti e antiche armature, fin quando ci trovammo nella Sala delle Asse, sopraelevata rispetto al piano del terreno La sala è un grande ambiente il cui soffitto riproduce in affresco un pergolato fittissimo, composto da un intreccio di rami e foglie che quasi sgomenta per la moltitudine di dettagli arborei e vegetali che sembrano vivi e vegeti – è il caso di dirlo – e ricavati da un calco autentico della realta naturale.
Entrando nel salone ho avuto la sensazione di trovarmi davvero, come per incanto, in un giardino meraviglioso. Naturalmente, l’affresco è opera del maestro Leonardo, che non perse mai, in vita sua, l’occasione di stupire. None solo i suoi contemporanei, ma tutta la lunga fila di posteri che continuano ad ammirare le sue opere.
Scesi nel piazzale siamo andati a visitare il museo di Leonardo. Un verso scrignio aperto al pubblico di tesori dell’invenzione: disegni complessi e precisi, riproduzioni con modellini delle macchine, e copie di molti dei suoi dipinti Compresa la Gioconda.
L’unico dipinto, come sappiamo, mai terminato e l’unica opera da cui Leonardo non si è mai separato, malgrado i ripetuti spostamenti in molte città italiane, perfino fuori dall’Italia.
La Gioconda, vista da vicino.
Tornati a casa, con Leonardo avvolto sotto il braccio, ho incorniciato il poster della Gioconda e l’ho appesa in salotto.
Per gioco, con mia figlia, abbiamo comincia...

Indice dei contenuti

  1. Il suo segreto
  2. Indice
  3. Frontespizio
  4. Introduzione
  5. Il suo segreto

Domande frequenti

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