Sono passati più di cento anni dal 13 maggio 1909 quando 127 ciclisti partirono per il primo Giro d'Italia organizzato dalla «Gazzetta dello Sport». 108 anni nei quali l'Italia e il mondo intero sono profondamente cambiati. E di quei mutamenti nell'economia, nella politica, nella cultura, nella società e nel costume la corsa in rosa è stata specchio e testimone. Ecco perché raccontare il Giro significa anche raccontare la storia dell'ultimo secolo del nostro Paese. Lo fanno in questo libro due studiosi che, partendo dalle fonti più disparate, seguono i protagonisti dell'epopea del Giro e le vicende del nostro Paese, da Binda a Girardengo, da Giolitti a Mussolini, dai mitici Coppi e Bartali a Eddy Merckx, da De Gasperi e Togliatti fino a Pantani e Nibali, Berlusconi e Renzi.

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La corsa del secolo
Cent'anni di storia italiana attraverso il giro
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- Italian
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Italian HistoryNote
Introduzione
1. Si segnala: John Foot, Pedalare! La grande avventura del ciclismo italiano, Rizzoli, Milano, 2011 e Mimmo Franzinelli, Il Giro d’Italia: Dai pionieri agli anni d’oro, Feltrinelli, Milano 2013.
2. Stefano Pivato, La storia leggera. L’uso pubblico della storia nella canzone italiana, il Mulino, Bologna 2002, p. 29.
3. Federico Chabod, Lezioni di metodo storico, Laterza, Roma-Bari 1978, p. 11.
4. Silvio Lanaro, L’idea di contemporaneo, in AA.VV., Storia contemporanea, Donzelli, Roma 1997, pp. 611-32, in particolare p. 627; Id., Raccontare la storia. Generi, narrazioni, discorsi, Marsilio, Venezia 2004, pp. 102-03: «Esiste lavoro intellettuale senza immaginazione? Ed è vero che la simulazione è di uso corrente nelle scienze che un tempo si chiamavano “esatte”? … A dispetto degli spintoni di vecchi positivisti e di giovani teologi, io non riesco a coniugare la storia solo all’indicativo».
5. Quarto enunciato del Manifesto del movimento futurista, pubblicato in «Le Figaro», 20 febbraio 1909.
6. La tassa sulle biciclette ridotta a L. 6, in «Rivista mensile del Touring Club Italiano», dicembre 1909.
I. L’età liberale
1. In un accurato studio sulla relazione tra sport (con particolare riguardo al ciclismo) e società nel socialismo d’inizio secolo, lo storico Stefano Pivato riporta – tra le numerose fonti – anche una particolareggiata ed erudita rassegna di questi contributi letterari. Cfr. Stefano Pivato, La bicicletta e il Sol dell’avvenire. Sport e tempo libero nel socialismo della Belle Époque, Ponte alle Grazie, Firenze 1992, pp. 129-30.
2. Alfredo Oriani, La bicicletta, Laterza e figli, Bari 1918, pp. 15-16 (prima edizione: Zanichelli, Bologna 1902).
3. Vittorio Betteloni, Inno ciclistico, in «L’Illustrazione Italiana», 3 giugno 1903.
4. Giuseppe Vota, I sessant’anni del Touring Club Italiano. 1894-1954, Touring Club Italiano, Milano 1954.
5. Un quadro completo della vigorosa battaglia sostenuta dal TCCI e l’intero testo che esponeva le posizioni dell’associazione sono riportati da Umberto Grioni, Il ciclista, Hoepli, Milano 1910, pp. 47-48.
6. A sua eccellenza il Ministro delle Finanze, in «Rivista mensile del Touring Club Ciclistico Italiano», gennaio 1896.
7. «Corriere della Sera», 12-13 maggio 1898, p. 4.
8. Francesco Rocchi (a cura di), Un secolo di canzoni. Fogli volanti, Parenti, Roma 1961, p. 324.
9. Stefano Pivato, op. cit.1, p. 129.
10. Questo argomento è ampiamente trattato in Lorenzo Bedeschi, Il modernismo e Romolo Murri in Emilia e Romagna, Guanda, Parma 1967.
11. Un ampio panorama degli editti emanati dalle diverse municipalità che in quel periodo furono allarmate dalla «cavalcatura d’acciaio» è stato riportato da Claudio Schirinzi, Non piaceva a Bava Beccaris, in Guido Vergani (a cura di), L’uomo a due ruote. Avventura, storia e passione, Electa, Milano 1987.
12. ASMI, Questura, c. 53, Disordini e scioperi 1898, f. Agitazioni per il rincaro del pane. Moti popolari del 6-7-8-9-maggio 1898 a Milano, 10 maggio 1898.
13. ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, Ufficio riservato 1879-1912, b. 4, f. 10, sf. 1, Stato d’assedio. Milano.
14. ASMI, Questura, c. 53, Disordini e scioperi 1898, f. Agitazioni per il rincaro del pane. Moti popolari del 6-7-8-9-maggio 1898 a Milano, viceispettore Gregori a Questore, 6 maggio 1898.
15. La melodia della canzone, secondo una prassi tipica della produzione di musica popolare italiana, attraverserà il secolo adattandosi a contesti differenti e adeguandosi a mutati momenti storici, per trasformarsi nella Ballata del Pinelli. La canzone del 1969 venne scritta a commento della tragica morte dell’anarchico milanese nella questura di Milano dopo la strage di piazza Fontana.
16. ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, Ufficio riservato 1879, b. 4, f. 10, sf. 1, Relazioni dell’autorità militare sulla sommossa di Milano.
17. Paolo Valera, Le terribili giornate del maggio ’98. Storia documentata, La Folla, Milano 1899.
18. Così recita la terza strofa della già citata canzone Il feroce monarchico Bava.
19. Fedele Merelli, La breccia del convento di Monforte. Milano, 9 maggio 1898, NED, Milano 1998, p. 20.
20. Paolo Valera, L’assalto al convento. Narrazione documentata, Società Editrice Lombarda, Milano 1899, p. 18.
21. Dobbiamo la cognizione di questo inno alla meticolosità di Stefano Pivato, il quale ne ha dato conto nel suo saggio La bicicletta e il Sol dell’avvenire…, cit., p. 137. Per un ulteriore approfondimento, comunque, si veda Il sequestro dell’inno dei ciclisti trentini, in «Bollettino del Museo del Risor...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- La corsa del secolo
- Introduzione
- I. L’età liberale
- II. Parte il Giro
- III. La Grande Guerra
- IV. Il Ventennio
- V. Tra guerra e Liberazione
- VI. La ricostruzione
- VII. Il miracolo a due ruote
- VIII. Gli anni Settanta
- IX. Il riflusso
- X. La seconda repubblica
- XI. Traguardi e partenze
- Note
- Ringraziamenti
- Inserto fotografico
- Copyright
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