Nella carriera di un detective è impossibile dimenticare il disordinato, incessante movimento delle mosche necrofaghe su un cadavere umano: uno spettacolo orribile che prima o poi un poliziotto è costretto a contemplare.
Adesso che le mosche Calliphora potrebbero essere un lontano ricordo per Kay Scarpetta che, lasciati Richmond e l'Istituto di medicina legale della Virginia, si è trasferita a Delray Beach, in Florida: un lavoro da consulente free lance, decisamente tranquillo. Ma gli spettri, si sa, ritornano.
La strana morte in Louisiana di una ricca signora ben presto mostra inquietanti collegamenti con la scomparsa di numerose donne nella zona di Baton Rouge. Nel frattempo, Jean-Baptiste Chandonne, il feroce "lupo mannaro", in attesa dell'esecuzione capitale, chiede di parlare con il detective Scarpetta per rivelarle informazioni di vitale importanza che riguardano il clan Chandonne e i suoi criminosi legami internazionali. Per Kay è come essere di nuovo travolta da ciò che credeva di avere lasciato alle spalle...

- 420 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Calliphora (Versione italiana)
Informazioni su questo libro
Scelto da 375,005 studenti
Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.
Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.
Informazioni
Argomento
LetteraturaCategoria
Letteratura poliziesca e gialli1
La dottoressa Kay Scarpetta sposta verso la luce di una candela la provetta di vetro e osserva la larva che galleggia nell’etanolo.
Capisce immediatamente a che stadio della metamorfosi è l’esemplare biancastro, non più grande di un chicco di riso. Se non fosse morto, si sarebbe trasformato in una Calliphora vicina, una mosca dalle sfumature verde bottiglia, e avrebbe presumibilmente deposto le uova nella bocca o negli occhi di un cadavere, oppure nella maleodorante ferita di un vivo.
«Molte grazie» dice Kay Scarpetta passando in rassegna con lo sguardo i quattordici poliziotti e tecnici della Scientifica che hanno appena concluso il corso della National Forensic Academy, anno 2003. Il suo sguardo si sofferma sulla faccia innocente di Nic Robillard. «Non so chi si sia preso la briga di raccogliere questo esemplare in posti che è meglio non nominare, visto che siamo a tavola, e di conservarlo per me, ma…»
Tutti la guardano perplessi. Qualcuno alza le spalle.
«Devo dire che è la prima volta che qualcuno mi regala una larva.»
Nessuno si fa avanti, ma Kay Scarpetta sa che un poliziotto deve saper bluffare e, all’occorrenza, mentire spudoratamente. Avendo notato però il mezzo sorriso che Nic Robillard ha accennato prima che la maggior parte dei presenti si accorgesse della larva sul tavolo, sospetta che sia lei l’autrice dello strano dono. La luce della candela si muove sulla provetta che tiene fra le dita. La dottoressa ha mani ferme, eleganti ma forti, con le unghie corte e ben curate, mani che per anni hanno sezionato ed esaminato cadaveri.
Purtroppo per Nic, i suoi compagni di corso non ridono. L’umiliazione le piomba addosso come una doccia gelata. Dopo dieci settimane, i colleghi che ormai sarebbero dovuti diventare suoi amici continuano a chiamarla “la provinciale”. Solo perché è di Zachary, in Louisiana, cittadina di dodicimila anime che fino a poco tempo prima non sapeva nemmeno cosa fosse un omicidio. Per anni è stata la norma che a Zachary non venisse ammazzato nessuno.
I suoi compagni di corso sono talmente abituati a occuparsi di omicidi che ormai li catalogano cinicamente come “da galera”, “da multa”, “da niente”. Ma Nic non è così: per lei un omicidio è un omicidio. Nei suoi otto anni di carriera ha indagato su due soltanto, entrambi commessi fra le mura domestiche. Il primo giorno di corso, quando uno degli istruttori chiese a tutti la media annuale di omicidi di cui si occupava il loro dipartimento, Nic si vergognò. “Zero” rispose. “Quanti agenti siete?” fu la domanda successiva. “Trentacinque” disse lei. “Meno che a scuola?” scherzò uno dei suoi compagni. Per Nic quel corso era una grossa occasione e sin dall’inizio aveva cercato di inserirsi, di accettare il modo di pensare degli altri poliziotti, ma era sempre rimasta un po’ emarginata.
Rimpiange la storia della larva, capisce che è stato un errore (anche se non sa bene perché) fare un regalo, serio o scherzoso che fosse, alla mitica anatomopatologa Kay Scarpetta. Arrossisce, in preda ai sudori freddi, e osserva il suo idolo, incapace di decifrarne la reazione, probabilmente per eccessivo imbarazzo e insicurezza.
«La chiamerò Maggie, anche se è difficile stabilire se sia maschio o femmina» decide Kay Scarpetta, con la luce della candela che le si riflette sugli occhiali dalla sottile montatura di metallo. «Mi sembra un nome simpatico, per una larva.» La ventola sul soffitto fa tremolare la luce della candela dentro il suo globo di vetro mentre la dottoressa alza la provetta. «Qualcuno di voi sa dirmi a che stadio di vita era prima che qualcuno…» si guarda in giro e fissa Nic una frazione di secondo in più degli altri «la mettesse qui dentro? A proposito, penso che Maggie sia morta per annegamento. Anche le larve hanno bisogno di aria, per vivere.»
«Chi ha affogato questo verme?» ridacchia uno dei poliziotti.
«Pensa che roba, annegare nell’alcol…»
«Mi sembra che tu non ci sia molto lontano, Joey. È tutta la sera che bevi come un dannato!»
A Nic quelle battute suonano cupe e minacciose come un temporale che si ode in lontananza, da cui non si sa come difendersi. Si appoggia allo schienale della sedia, incrocia le braccia e cerca di fare l’indifferente, ma le sembra di risentire le parole di suo padre: “Ascoltami bene, tesoro, quando ci sono i fulmini, non restare in piedi in luoghi isolati e non cercare rifugio sotto gli alberi. Sdraiati in un fosso e aspetta che passi”. In quel momento non ci sono fossi in cui nascondersi. Può solo cercare rifugio nel silenzio.
«Dottoressa, abbiamo già fatto l’esame!»
«Com’è che ci interroga anche alla festa di fine corso?»
«Questa è la nostra serata libera!»
«Ah, sì? È la vostra serata libera?» replica Kay Scarpetta. «Perciò se viene ritrovato un cadavere durante la vostra serata libera non andate nemmeno a vederlo. È così?»
«Be’, dovrei almeno aspettare che mi sia passata la sbornia» risponde un agente con la testa rasata, talmente lucida che sembra averci passato la cera.
«Capisco» sospira Kay Scarpetta.
Tutti ridono, tranne Nic.
«Succede.» La dottoressa posa la provetta vicino al bicchiere di vino. «Ci possono chiamare in qualsiasi momento. Magari ci ritroviamo per le mani il caso più difficile di tutta la nostra carriera e siamo un po’ brilli, oppure non stiamo bene, abbiamo appena litigato con il fidanzato, con un amico o con nostro figlio.»
Spinge da una parte il piatto di tonno che non ha finito di mangiare e incrocia le dita sulla tovaglia a quadretti.
«Ma il nostro lavoro non può aspettare» aggiunge.
«In certi casi sì» la contraddice un agente di Chicago che tutti quelli del corso chiamano Popeye perché ha un’ancora tatuata sul braccio sinistro. «Se troviamo delle ossa in un pozzo, uno scheletro in cantina o un corpo sotto un pilastro di cemento, per esempio. Voglio dire, mica scappano, no?»
«I morti sono impazienti» è la risposta di Kay Scarpetta.
2
La notte sul bayou a Jay Talley ricorda un gruppo cajun, con le rane toro ai bassi, le raganelle alla chitarra elettrica, grilli e cicale alle percussioni e agli archi.
Punta la torcia ai piedi di un vecchio cipresso dal tronco scuro e artritico, facendo brillare per un attimo gli occhi di un alligatore che poi scompaiono nell’acqua nera. Il riflesso della luna illumina nugoli di zanzare che ronzano cupe. L’imbarcazione va alla deriva, con il motore fuoribordo spento. Jay è seduto al posto di comando e osserva oziosamente la donna nella stiva, a poca distanza dai suoi piedi. Quando cercava una barca da comprare, qualche anno prima, quel modello lo aveva particolarmente eccitato proprio per via della stiva, abbastanza lunga e profonda da contenere sessanta chili di pesce e ghiaccio. Oppure una donna, di quelle come piacciono a lui.
La guarda, e vede che ha gli occhi sbarrati per il terrore. Alla luce del giorno sono di un azzurro intenso e molto bello. In quel momento li chiude con una smorfia, perché Jay la sta accarezzando con la luce della torcia cominciando dal viso, bello e maturo, via via fino alle unghie dei piedi laccate di rosso. È bionda, sui quarant’anni ma molto giovanile, minuta e con le curve al posto giusto. La stiva è foderata di cuscini arancioni, sporchi e macchiati di sangue secco. Jay è stato premuroso, le ha legato i polsi e le caviglie ma senza stringere troppo, in maniera che la corda di nylon gialla non le bloccasse la circolazione. Le ha detto che i legacci non le avrebbero scorticato la pelle, se fosse stata ferma e non avesse opposto resistenza.
«Tanto, opporre resistenza non servirebbe a niente» l’ha avvertita con la sua voce baritonale, che si adatta perfettamente ai suoi modi eleganti. «E non ti imbavaglio: neanche gridare servirebbe a niente.»
A quel punto la donna ha fatto cenno di sì con la testa e a lui è venuto da ridere, perché era evidente che voleva dire di no. Ma può capirla: la gente sragiona e agisce in maniera illogica, quando è terrorizzata. Anche se forse parlare di terrore è inesatto. Evidentemente nessuno ha mai riflettuto a fondo su cosa provi l’essere umano di fronte al dolore, all’orrore, alla morte, quando il panico pervade ogni suo neurone, ogni cellula, in un modo che va ben oltre il mero terrore. Eppure Jay, che tra l’altro parla diverse lingue, non conosce un termine migliore per descrivere ciò che provano le sue vittime.
Un frisson di orrore?
Macché.
Osserva la donna. È un agnello. Nella vita esistono due categorie di persone: i lupi e gli agnelli.
Il suo desiderio di trovare un termine che descriva con precisione la sofferenza dei suoi agnelli è ormai un’ossessione, per Jay. È l’adrenalina a trasformare una persona normale in una forma di vita inferiore, dotata di un controllo e di una logica paragonabili a quelli di una rana arpionata. Oltre a quella risposta fisiologica che criminologi, psicologi ed esperti in genere definiscono reazione fight or flight, contano molto le caratteristiche individuali dell’agnello, la sua esperienza, la sua immaginazione. Quanta più violenza ha vissuto per interposta persona, attraverso libri, televisione, film e telegiornali, per esempio, tanto meglio riesce a immaginare che cosa può capitargli.
Ma il termine preciso, accurato, perfetto, continua a sfuggirgli.
Si avvicina all’agnello e ascolta il suo respiro affannoso, rapido. Trema tutta. È come se l’orrore (in mancanza di un termine più appropriato) le agitasse ogni molecola creando uno scompiglio insopportabile. Jay le sfiora una mano: fredda come quella di un morto. Le posa due dita sul collo, cercando la carotide, e le misura il battito guardando il quadrante luminoso dell’orologio.
«Centottanta, più o meno» le dice. «Non farti venire un infarto. Una volta ne ho persa una, così.»
La donna lo guarda con gli occhi sgranati e il labbro inferiore contorto in una smorfia.
«Dico sul serio. Non farti venire un infarto.» È serissimo.
Il suo è un ordine.
«Fai un respiro profondo.»
La donna obbedisce, tremando.
«Va meglio?»
«Sì. Per favore…»
«Perché voi agnelli siete tutti così educati, cazzo?»
La donna ha la camicetta di cotone rossa strappata ormai da giorni. Jay gliela apre ancora di più, scoprendo ulteriormente i seni prosperosi che tremano e brillano alla luce della luna. Ne segue le rotondità fino al ventre piatto e alla cerniera aperta dei jeans.
«Mi dispiace» si scusa lei in un sussurro, mentre una lacrima le corre sulla guancia sporca di terra.
«Di nuovo?» fa lui, andandosi a risedere al posto di guida. «Pensi che trattandomi con i guanti mi farai cambiare idea?» I suoi modi educati lo irritano. «Sai che cosa penso della tua cortesia?»
Aspetta una risposta.
La donna cerca di bagnarsi le labbra, ma ha la lingua secca. Le pulsano le vene del collo come se un uccellino ci fosse intrappolato dentro.
«No.» Lo dice a fatica, con le lacrime che le scorrono nelle orecchie e tra i capelli.
«Che è segno di debolezza» risponde.
Le rane ricominciano il loro concerto. Jay osserva la nudità della donna, la pelle chiara e lucida. L’ha cosparsa di repellente per gli insetti, un gesto di umanità in parte dettato dal fatto che detesta i seg...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Calliphora
- Capitolo 1
- Capitolo 2
- Capitolo 3
- Capitolo 4
- Capitolo 5
- Capitolo 6
- Capitolo 7
- Capitolo 8
- Capitolo 9
- Capitolo 10
- Capitolo 11
- Capitolo 12
- Capitolo 13
- Capitolo 14
- Capitolo 15
- Capitolo 16
- Capitolo 17
- Capitolo 18
- Capitolo 19
- Capitolo 20
- Capitolo 21
- Capitolo 22
- Capitolo 23
- Capitolo 24
- Capitolo 25
- Capitolo 26
- Capitolo 27
- Capitolo 28
- Capitolo 29
- Capitolo 30
- Capitolo 31
- Capitolo 32
- Capitolo 33
- Capitolo 34
- Capitolo 35
- Capitolo 36
- Capitolo 37
- Capitolo 38
- Capitolo 39
- Capitolo 40
- Capitolo 41
- Capitolo 42
- Capitolo 43
- Capitolo 44
- Capitolo 45
- Capitolo 46
- Capitolo 47
- Capitolo 48
- Capitolo 49
- Capitolo 50
- Capitolo 51
- Capitolo 52
- Capitolo 53
- Capitolo 54
- Capitolo 55
- Capitolo 56
- Capitolo 57
- Capitolo 58
- Capitolo 59
- Capitolo 60
- Capitolo 61
- Capitolo 62
- Capitolo 63
- Capitolo 64
- Capitolo 65
- Capitolo 66
- Capitolo 67
- Capitolo 68
- Capitolo 69
- Capitolo 70
- Capitolo 71
- Capitolo 72
- Capitolo 73
- Capitolo 74
- Capitolo 75
- Capitolo 76
- Capitolo 77
- Capitolo 78
- Capitolo 79
- Capitolo 80
- Capitolo 81
- Capitolo 82
- Capitolo 83
- Capitolo 84
- Capitolo 85
- Capitolo 86
- Capitolo 87
- Capitolo 88
- Capitolo 89
- Capitolo 90
- Capitolo 91
- Capitolo 92
- Capitolo 93
- Capitolo 94
- Capitolo 95
- Capitolo 96
- Capitolo 97
- Capitolo 98
- Capitolo 99
- Capitolo 100
- Capitolo 101
- Capitolo 102
- Capitolo 103
- Capitolo 104
- Capitolo 105
- Capitolo 106
- Capitolo 107
- Capitolo 108
- Capitolo 109
- Capitolo 110
- Capitolo 111
- Capitolo 112
- Capitolo 113
- Capitolo 114
- Capitolo 115
- Capitolo 116
- Capitolo 117
- Capitolo 118
- Capitolo 119
- Capitolo 120
- Capitolo 121
- Capitolo 122
- Capitolo 123
- Capitolo 124
- Copyright
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 990 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a Calliphora (Versione italiana) di Patricia Cornwell, Annamaria Biavasco in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Letteratura e Letteratura poliziesca e gialli. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.