L’albicocca dice al limone che lo ama;
il limone le risponde non si può, abbiamo colori diversi.
L’albicocca prova a consolarsi col mandarino
ma il mandarino le risponde: siamo troppo simili.
Allora l’albicocca corre dalla banana. «Mi ami?» le chiede.
«Come si fa?» risponde lei. «Guarda come sono lunga!
Bisogna un po’ somigliarsi.»
L’albicocca inizia a demoralizzarsi, però poi si tira su
e vola dal kiwi. Il kiwi ci sta.
D’altronde, si sa, il kiwi ci sta con tutto.
Intanto una formula magica o forse matematica
dice che le mele non si possono sommare con le pere.
Il limone, dopo aver detto no all’albicocca,
si avvicina al pompelmo per chiedergli un bacio;
il pompelmo gli risponde: «Potrei essere tuo padre».
Allora il limone va dal mandarino
e il mandarino cosa fa? Lo manda via, senza un perché.
E il limone impazzisce, non capisce, gira per il cielo
chiedendosi perché? Perché? Perché?
Le mele continuano a stare lontane dalle pere.
Intanto il pompelmo sta guardando la fragola,
che fa la preziosa ma non si concede.
Gli dice: «Sei troppo acido, e io ho bisogno di dolcezza».
Allora il pompelmo che non va troppo per il sottile
corre dal kiwi. E il kiwi ci sta.
Nel frattempo le mele guardano le pere
e fanno no con la testa.
E il mandarino, che ha detto no all’albicocca
e al limone, sta guardando l’arancia con tanto affetto.
Ma lei lo guarda e gli dice: «Potrei essere tua madre».
Il mandarino corre di corsa dalle mele,
ma quelle gli rispondono che sono impegnate…
a dire di no alle pere. Allora il mandarino si traveste da nespola!
Incontra la pesca che gli dice: «Non si può,
abbiamo tutte e due il nocciolo
e questo non sta bene, non si fa, poi la gente cosa dice?».
Il mandarino si maledice per il travestimento che ha scelto.
“Non potevo travestirmi da banana?” pensa.
Ma proprio in quel momento la banana passa
da quelle parti, disperata per aver detto di no all’albicocca,
che ormai è lontana tra le braccia del kiwi, quel cascamorto.
«Non conviene essere una banana» dice piangendo la banana,
«un giorno sei dritta, un giorno storta, un giorno
troppo lunga e un giorno troppo corta.»
«A chi lo dici» risponde il mandarino travestito da nespola,
io non so più chi sono.
E proprio in quel momento le pere sulle mele stanno facendo
un pensierino, ma non le fanno nemmeno stare vicino.
La fragola dice di voler dolcezza al suo fianco
ma in realtà adora rotolarsi con il mango, che è dolce, sì,
ma non è certo un galantuomo.
L’arancia ha detto no al mandarino
e cerca carezze dalle parti del melone,
che le risponde: «Per i miei gusti sei troppo arancione».
Il kiwi, intanto, se la fa ancora con tutti.
E gli altri? Gli altri frutti?
Degli altri frutti non si sa. Alcuni forse amano qualcuno,
altri si baciano al buio ma non lo dicono a nessuno.
L’amore è una macedonia, un colpo di sole,
un valzerino che si balla malvolentieri
e quasi mai a braccetto coi propri desideri.
Le mele, guardale lì, è tutta la vita
che stanno lontane dalle loro amate pere.
Forse basterebbe fare pratica,
invece di affidarsi a una formula matematica.
Intanto, in cielo, chi c’è?
Il limone che vaga per l’azzurro chiedendosi
perché, perché, perché.